Bearcubs dipinge le nostre Monday Vibes

Bearcubs è il protagonista di questo lunedì senza nessun dubbio. La motivazione è semplice… siamo rimasti scottati dal concerto di James Blake a Milano di qualche lunedì fa al Fabrique. La prima domanda che potrebbe venirvi in mente è: James?!!!? Blake?!!!? Di lunedì????

Esatto, di lunedì sera e questo è uno dei motivi del perché non vivrei in un altra città in Italia, nonostante sia passato per anni da Bologna e Roma. Giù il cappello agli organizzatori della serata per aver creato una serata magica fuori dai trucchi e combinazioni per riempiere il locale e trarre di più dal guadagno ingannando tutti.

Bearcubs non produce tracce e non crea suoni, Jack Ritchie, costruisce un mondo coinvolgente e inebriante attraverso la sua musica. Se volete orientarvi nel suo vortice di armonie vi troverete all’incirca tra l’house lo-fi, il garage del futuro e altro ancora. Questo lunedì, come quello scorso, restiamo a Londra con le nostre vibesSss. Per saperne di più clicca qui. (Apro e chiudo parentesi però, credo che attualmente si sia trasferito a Berlino.)

Ascoltare Bearcubs è come sognare ad occhi aperti attraverso i diversi ricordi che hai avuto negli anni.

BEARCUBS

L’album di debutto Ultraviolet è il suo progetto più ambizioso, e la vastità dei suoi risultati è sconcertante. La sua pura abilità tecnica nel disco è qualcosa di cui meravigliarsi ad ogni ascolto. Gli strati del suono si trasformano in qualcosa di davvero notevole e indimenticabile. È intriso di colori ben definiti e momenti di intensità personale.

Ha remixato e collaborato con alcuni artisti importanti in passato tra cui Fakear, Gorgon City, Beau Young Prince e ODESZA, solo per citarne alcuni. Il Korg Poly 61 è un sintetizzatore un po’ scadente degli anni ottanta, Bearcubs però, da quei circuiti tira fuori dei suoni che pochi percepiscono al primo ascolto. Il suo stile usa i testi e le parole come uno strumento e come un dispositivo ritmico.

Early Hours invece parla molto di Berlino e dell’arte come piattaforma per il cambiamento. Alcuni dei brani li ha scritti su di un autobus notturno per tornare a casa dopo una serata fuori o passeggiando per la città al tramonto guardando le macchine, le persone e la vita che scorre.

Se cercate un pittore sonoro della realtà, siete nel posto giusto. Bearcubs nel suo ultimo disco è un disegnatore che compone un dipinto davanti agli ascoltatori.

Ha un talento nel creare canzoni che scorrono incredibilmente bene, con ogni nota che sembra destinata ad essere lì. C’è una naturalezza nella sua produzione e questa disinvoltura si sente davvero nell’ultimo album Weather Report.

Raindrops è la canzone perfetta per introdurre l’album, semplicemente perché è la quintessenza di Bearcubs. Un campione di un bollettino meteorologico reale sospeso su atmosfere rilassanti e sintetizzatori traballanti apre la traccia e si sente al naso nel miglior modo possibile. Il ritmo poi si tuffa e dà a questa atmosfera ariosa un po’ più di struttura, mentre la voce di Bearcubs fluttua tra ogni nota con tanta calma. Ciò che dà davvero a Raindrops un tocco di grinta in più sono i riff di chitarra sparsi che aggiungono un po’ di consistenza alla melodia. È una traccia adorabile e di un’apertura meravigliosa. 

Everyday presenta un altro bellissimo strato di atmosfera sotto un campione vocale. Questa traccia sembra più inquietante delle altre; invece di essere circondato da nuvole è circondato da fumo e ombra. La voce gira attorno al ritmo leggero e alle percussioni schioccanti, con tutto che sembra molto ciclico. È come se venissi portato in viaggio con qualcuno che vive un vero momento dI risveglio in uno stato davvero onirico. 

Questo album è così leggero e arioso, con brani più duri che ti riportano con i piedi per terra per un breve periodo di tempo, prima di permetterti di fluttuare di nuovo in uno spazio mentale più leggero. 
Bearcubs è un produttore incredibile e Weather Report lo dimostra.