Toro y Moi, la chillwave, lo psych-funk e gli orsi

Toro y Moi è da sempre emerso come pioniere e parte del movimento slo-mo e synth-pop raggruppato nel nome chillwave. Ha sempre però avuto un avatar aspirazionale per le masse dell’indie rock e dei suoni psichedelici. Procedendo con ordine vi svelo da subito che il Il 27 giugno a Berkeley, in California è festa sul calendario.

Dal 2017 è ufficialmente dichiarato il Chaz Bundick Day. Il sindaco Jesse Arreguin ha dedicato questa giornata sul lunario a Toro y Moi per tutto il contributo nella musica e nell’arte che ha dato il nostro artista di oggi.

La California è un mondo e una civiltà a parte che non centra niente con tutto il resto. Già il fatto che tra i 50 stati loro si facciano chiamare Repubblica e non Stato, la dice lunga su questa fetta di terreno dove oggettivamente durante la creazione a Dio gli è sfuggita un po’ la mano. Luce e luoghi pazzeschi.

Toro y Moi

Qualche anno fa c’era la Feel It All Around imbrattata di sintetizzatore dalla recitazione da camera da letto rurale della Georgia di Washed Out. Lo svenimento da cono gelato fuso di Deadbeat Summer dello psicanalista texano Neon Indian e Blessa del poliedrico Toro y Moi della Carolina del Sud. Un totem di contentezza ad alta temperatura che ha ribaltato il pop, la chillwave nasce da qui da questi tre artisti.

Tutte e tre le canzoni condividevano valori di produzione sfocati, voci parzialmente oscurate con maggiore enfasi sui loop. Il prodotto finale suonava come una trasmissione sospesa trasmessa attraverso un televisore rotto. 

Il successo di questo suono è arrivato alla coscienza generale tramite l’indie del social Myspace.

Qui si è introdotto un nuovo suono che ha sostituito il pop rustico da camera e che ha dominato il genere per tutta la seconda metà degli anni 2000.

Charles sul suo sito, Hipster Runoff, ha coniato un po’ per scherzo e non scherzo per la prima volta il nome chillwave.  L’etica di questo micro-genere ha resistito in questo decennio sovrastato dalla trap/rap in un modo che poche altre tendenze musicali hanno fatto. Molti di questi suoni di prima generazione, tra l’altro, sono passati ad altri sound e hanno composto colonne sonore che mai avremmo pensato.

Oggi però, ci soffermiamo sull’ultimo dei tre artisti citati, il nativo della California Del Sud che ha da poco pubblicato il suo ultimo disco: Mahal.

l settimo album in studio e il primo per la records indie: Dead Ocean. Il titolo, una parola tagalog che può significare amore ma anche costoso, è apparentemente una risposta intenzionale alla domanda posta da What For?.

Da Causers of This, che ha aperto la strada alla chillwave, al suo più recente, Outer Peace del 2019, che mescolava musica house e psych-pop, ne è passata di tempo. Sebbene sia sempre stato un artista indipendente, ci sono poche persone creative che hanno avuto un’influenza più ampia sull’hip-hop, il pop da camera, l’indie rock e la musica dance nell’ultimo decennio. 

Ha collaborato con Travis Scott, Tyler, the Creator e Logic, non gli ultimi in classifica per ascolti e fan base del globo.

Tra l’altro quest’ultimo ha proprio un tattoo con sul braccio con il titolo del disco di Toro: What For?. Inoltre ha collaborato anche nell’elettronica ad esempio nell’ultimo disco di Flying Lotus di cui vi abbiamo già raccontato la sua storia, clicca qui.

Non hai mai pubblicato più di tanto sui social è raro trovarlo nelle stories del suo profilo. È sicuramente un’impresa particolare per lui esser rimasto nell’ombra, date le sue collaborazioni di alto profilo. 

Travis Scott lo ha contattato nel 2013 e hanno lavorato insieme su alcune tracce, in particolare il singolo del 2015 Flying High. La collaborazione lo ha portato nello studio di Kanye West a Parigi. Più recentemente, ha avuto un posto all’Astroworld (ha donato tutti i profitti alle famiglie di coloro che sono morti durante un’ondata di folla al festival)

Con Tyler, the Creator , suo vecchio amico, ha costruito un paio di brani, tra cui il soul in Fucking Young / Perfect

Se lo zeitgeist musicale si è spostato verso la fusione dei generi, i suoni psichedelici della danza elettronica e l’estetica indie-sobria, si trovano facilmente in quelli di Toro y Moi. 

Eppure, per tutto il tempo, rimane in una piccola etichetta, si concentra sul suo posto all’interno della sua comunità locale e firma artisti emergenti per la sua etichetta discografica, la Company Records.

Mahal lascia i bordi ruvidi del suono collegando le tracce con i rumori di sintonia radiofonica e assaporando un’espressione strumentale non verniciata.

Toro y Moi

Prima di questo disco disco ha ricevuto la nomination al Grammy con un Flume per The Difference. Prima ancora pubblicò Outer Space, forse il suo disco più pop che abbia mai composto. Nel vertiginoso singolo Freelance, trasforma una linea vocale filtrata in una sgargiante cavalcata di rumori a conati di vomito, come una melodia house francese cantata da Bill the Cat

In Laws of the Universe, canta di Prometheus e Bob, i personaggi di Claymation della serie Nickelodeon della fine degli anni ’90 KaBlam!.Borbotta che James Murphy sta girando a casa sua, suonando tutta roba rara da Flying Dutchman, un riferimento ironico a metà dal doppio sistema audio con il nome LCD. Queste gag sono più ironiche e riempitive nelle finestre per le linee di synth dell’album. Sono accoltellamenti di accordi ispirati agli anni ’90 e piccoli dettagli scintillanti, come alcune righe di Hotcha Girls.

La cosa più sconvolgente però è che dopo una settimana dall’uscita di questo disco, Toro y Moi, ha condiviso su di un link dropbox dei brani inediti scartati dal disco in una cartella col il titolo: Soul Trash.

Non sono impazziti così solo i fan ma anche i giornalisti e alla fine i brani li puoi trovare su tutte le piattaforme di streaming. L’uscita ufficiale ha avuto la compagnia di un cortometraggio psichedelico diretto dall’artista della Bay Area: Laneya BillingsleyClicca qui per vederlo.

I titoli delle canzoni tra l’altro hanno la scrittura originale di quando Toro y Moi ha salvato i file sul suo computer, con i trattino baso e delle presunte date di registrazione.

Mahal comunque ci ricorda di tenere d’occhio il tempo è do gestirlo meglio senza sosta. Lui stesso è saltato da un genere all’altro sin dai suoi primi singoli.

Ha già raccolto le sue influenze disparate in affermazioni pienamente realizzate come l’espansivo Anything in Return del 2013 e il teso Underneath the Pine del 2011.

Way Too Hot ti farà tornare indietro nel tempo e Days in Love ti toglierà la mente dal trambusto della vita per rigenerare il tuo flusso vitale.
Il disco ti stringe attorno tutto l’amore di cui hai bisogno.

Ah! Dimenticavo per quanto riguarda gli orsi…
Toro y Moi ha cambiato il suo nome di battesimo in Chaz Bear perché ha una paura fottuta degli orsi, dopo una esperienza disastrosa in campeggio.
And that’s all folks!


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