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Hartford: a Frenchman in New York

Il marchio Hartford (premi qui) è uno dei miei preferiti. Lo ammetto candidamente. Sono assolutamente di parte. Mi piace tutto. Lo stile, il taglio. L’immaginario, i colori. Quell’aria da inglese francesizzato o da francese inglesizzato. Che va bene per tutti: dal lord all’imprenditore; dal musicista allo skater. Da bosco e da riviera. Tutto e il contrario di tutto.

A Frenchman in New York. In sostanza: la bellezza alternativa del classico.


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Hartford nasce nel 1979, da un’idea del visionario Yves Chareton, che cominciò a ricreare le camicie vintage in Oxford, Denim e Chambray degli anni ’40 e ’50. Le trovava al mercato delle pulci di Porte de Clignancourt a Parigi.

Chareton decise, quindi, di sbarcare a New York per portare il suo personale e raffinato gusto in fatto di camicie nella terra a stelle e strisce.

Lo stilista voleva ricreare le camicie che, da sempre, avevano costellato l’immaginario del sogno americano. I suoi schizzi riprendevano i modelli storici come le Button Down, le Oxford o le Western in jeans riproposte in una chiave personale e unica.

Fatale fu l’incontro con un fabbricante americano che decise di produrre la linea di Chareton, contribuendo fin da subito al grande successo di Hartford. 

Da allora Hartford divenne  sinonimo di stile senza tempo, fatto di tessuti pregiati, colore e autenticità. La collezione venne ampliata includendo pantaloni chino, polo, giacche militari e costumi da bagno, tutti dall’autentico vintage look. Lo stesso Bruce Springsteen si rivelò un grandissimo fan delle camicie Hartford, aumentando esponenzialmente la visibilità del marchio e fungendo da pubblicità in carne e ossa. Una sorta di influencer ante-litteram.

Non passò molto tempo prima che la collezione di Hartford diventasse un portabandiera del guardaroba classico alternativo

L’attenzione verso Hartford, con il passare degli anni, è aumentata notevolmente, portando il marchio a ingrandirsi e imporsi sulla scena fashion newyorkese come un classico alternativo. Fu un connubio rivoluzionario già per quel tempo.

Il fulcro dell’ispirazione e del mood delle collezioni Hartford divennero gli ossimori (premi qui).

Chareton voleva rappresentare il gentiluomo e il bad boy; la ricchezza non ostentata; il vintage in chiave moderna; l’old school con elementi contemporanei; la tradizione al passo con i tempi.

L’ispirazione si trova nei pezzi storici. Un soprabito militare tagliato da un sarto di Saville Row; pantaloni da lavoro presi in prestito dalla Marina degli Stati Uniti; giacche old school con righe Oxford sbiadite; il tutto rielaborato con tessuti di qualità, tagli autentici e stampe insolite che rendono un pezzo unico e senza tempo per il #WorkingClassDandy contemporaneo.

Il punto forte della linea era ed è l’inventiva dello stilista che, sin dall’inizio, ha colpito i consumatori con la qualità e la ricerca dei suoi prodotti; l’accostamento originale dei colori e l’uso dei materiali insoliti.

Se, dalle origini, l’abbigliamento Hartford è simbolo di vestiario maschile, dal 2000 ha deciso di abbinare una collezione femminile e per bambini a quella maschile.

Il tema centrale di queste è ovviamente sempre coerente con lo stile e gli ideali caratterizzanti del brand. Hartford si è imposto negli ultimi anni come marchio casual-chic che mixa lo stile vintage francese all’eleganza anglosassone, con il tocco contemporaneo di New York.

Il risultato è una collezione costantemente al passo con le tendenze e mai fuori moda (premi qui).